Comunicazioni
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Valle Camonica Randončč 2009 L'idea era nata girovagando su internet sui vari forum dedicati al mondo del ciclismo. Appunto su uno di questi venivo a sapere dell' esistenza di una randončč organizzata dall' AUDAX ITALIA (leader del settore) che partiva da Costa Volpino e che scalava i 5 passi piu' belli del nostro comprensorio montano,ossia Presolana-Vivione-Crocedomini-Maniva-Colle San Zeno. Subito propongo l'idea ai piu' temerari del team,ma per problemi legati al tempo e condizioni metereologiche per il 2008 non se ne fa nulla;l'appuntamento pero' č solo rinviato al 2009.Proprio questa primavera pero' ricevo la comunicazione dell'audax che mi dice che la randončč non verrā fatta. Non mi scoraggio certo e decido di svolgere comunque la randončč anche se solo riservata ai componenti del team Extreme Bike. Data dell'evento il 6 settembre e per l'occasione riusciamo ad avere anche il furgone del team al seguito (si rileverā fondamentale la sua presenza).Il gruppo dei partecipanti č cosi' composto:Il sottoscritto,Richini Plinio,Signorotto Aronne, Ghirardelli Lorenzo, Lorenzetti Paolo,Fettolini Ezio. Oltre a questi( intenzionati a fare l'intero percorso) erano presenti ai nastri di partenza Fettolini Luca e Barachetti G.Battista che intendevano fare il “percorso medio” che comprendeva Presolana-Vivione-Crocedomini,mentre Martinelli Lorenzo e Brugnone Corrado intendevano concludere la loro avventura dopo il Passo del Vivione. Ospite del team Comensoli GianBattista che dopo alcune traversie finalmente lo si rivedeva sui pedali. Andatura blanda e chiacchere in gruppo hanno caratterizzato la ascesa sul Presolana ove,dopo breve sosta,ci si buttava in discesa (a dire poco freddissima).Al Dezzo il furgone-scorta ci aspettava per i primi rifornimenti e per il vestiario di scorta,Anche la salita del Vivione veniva fatta a ritmi abbastanza tranquilli ad eccezione del trio Rudi-Paolo-Renzo Martinelli che si impegnavano a fondo per riprendereun fuggitivo Barachetti che voleva vincere il gpm del Vivione (per il sottoscritto la salita di casa:mai l'avrebbe ceduta al Baracca).Anche il prode presidente Luca saliva a volte oltre i propri limiti nel tentativo di raggiungere l'accerrimo nemico Baracca.Gli altri atleti salivano saggiamente piu' tranquilli aspettando altri passi per scatenare la battaglia.Breve sosta per assaggiare le mitiche torte del Vivione (ma quanto sono buone??) e via verso il fondo valle e verso Breno per affrontare il tetto della randončč,ossia Croce domini.Se fino qui si č un po' scherzato,ora le cose si fanno dannatamente serie.Questa č una salita che non perdona e qui infatti si capiscono alcune cose:Si capisce che il Plinio sta facendo “gara” a se,interpretando salita per salita cercando il miglior tempo possibile.Gambone Aronne,enigmatico piu' che mai affrontava il versante ora di gran ritmo,ora piu' blando,non dando mai a capire qualifossero le sue condizioni di forma.Il sottoscritto e Ezio salivano abbastanza regolari,salvo poi dare un paio di “menate” nel punto piu' difficile,ossia io tratto di Campolaro.La pulce di Artogne,al secolo Salbaneo Renzo saliva tranquillo e nel punto a lui piu' congeniale,ossia quello giā citato di Campolaro,mi raggiungeva.Paolo e Aronne giungevano a Bazena appaiati e tutti insieme aspettavamo il Barachetti che,duro a morire,giungeva all'appuntamento dopo alcuni (eufenismo) minuti.Il presidente,purtroppo,aveva giā dato sul Vivione e quindi giunto all'abitato di Astrio,decideva di tornare a casa;dello stesso avviso Comensoli GianBattista che decideva di passare il resto della giornata comodamente in famiglia.Si rimaneva quindi in 6 atleti come previsto e dopo aver consumato qualche panino a Bazena,si ripartiva (anche se secondo me un po' in ritardo) verso Crocedomini e successiva discesa verso il Maniva.La discesa di Croce Domini č la discesa piu' schifosa che abbia mai fatto:impossibile cercare di schivare qualche buco.Dopo Bagolino,la strada risale veros il 4 colle di giornata:il Maniva.Personalmente era quello che maggiormente mi preoccupava in quanto mai affrontato prima.Mentre salivo in compagnia del capitano Ezio,mi superava a velocitā doppia uno scatenato Aronne che giā dalla mattinata aveva promesso di scatenare l'inferno sulle rampe del Maniva.A quel punto il capitano allungava leggermente in compagnia di Paolo,mentre io ed il Salbaneo salivamo tranquilli,La salita era impegnativa,ma sicuramente molto bella e riparata dal sole.A metā salita decidevo di allungare e andavo a riprendere Ezio (che invece saggiamente conservava le energie per il rusch finale),Paolo,e verso la vetta anche lo scatenato Aronne che procedeva con un passo piu' tranquillo di quello delle prime rampe.Il tratto finale del Maniva difficilmente lo dimentichero', vista la difficoltā,la fatica e la pendenza.Il 4|colle era conquistato,ma le facce di tutti noi erano abbastanza provate.Fortunatamente al nostro seguito c'era il furgone del team,ove una scatenata Loretta e il solito Baracca fornivano il giusto tifo che ci dava il giusto stimolo per proseguire.Gli altri componenti del furgone,ossia Fausto Richini e Lenzi Stefano davano il loro essenziale contributo in termini di vestiario e cibo per proseguire verso l'ultima difficoltā,ossia il Colle San Zeno.San Zeno č una salita ingannevole dai lunghi falsopiani,ma anche dai tratti difficili,come quello di Stravignino appena fuori Pezzaze e gli ultimi 3 km.Il mitico Plinio anche questa volta,come sul Maniva,partiva di gran carriera,seguito da un rinato (o risparmiato)Ezio e facevano gara a se.I restanti 4 atleti salivano tranquilli,fino a quando,nonostante un patto di non belligeranza,un indomito Aronne ri-scatenava l'inferno ritrovando chissā dove nuove energie.Il sottoscritto non ne aveva piu' e delle stesse energie erano forniti Paolo e Renzo.Lungo i citati tratti falsopiani (tratti solitamente odiati dal Salbaneo)allungavo in maniera decisa con l'intento di riprendere Aronne.Renzo e Paolo non rispondevano all'allungo e quindi mi ritrovavo da solo alla rincorsa dello scatenato Aronne.Per diversi km loo vedevo a poche centinaia di metri,ma non riuscivo a prenderlo,anzi:nell'ultimo falsopiano Aronne dava ancora dimostrazione di tenacia allungando sensibilmente.Davanti Plinio e Ezio menavano come matti,mentre nelle retrovie Renzo e Paolo,piu' saggiamente proseguivano di comune accordo verso la cima.L'arrivo al Colle era per tutti noi un vero miraggio:le congratulazioni reciproche erano d'obbligo,cosi' come l'emozione per l'impresa compiuta,perchō di vera impresa si tratta.215 km e 5700 mt di dislivello in 11 ore circa (comprese le pause) non sono cose da tutti e certamente rimarrā vivo in tutti noi il ricordo di una giornata speciale. Appuntamento per tutti per l'edizione del 2010 della Valle Camonica extreme,ricordando che chi vola vale,chi non vola (o non ci prova) č un vile.Ricordo anche che le foto dell'evento sono visibili sul profilo di Mariolini Rudi e di Richini Plinio su facebook. P.S.Ma il Barachetti,perchō si fece scaricare a poche centinaia di metri da casa?speriamo non per ingannare la moglie sulle sue imprese.Chiederemo lumi.Ciao dal segretario
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